Pagine


martedì 23 luglio 2013

Divisa tra due mondi.

Sono ormai passati più di tre anni da quando ho deciso di dedicarmi allo yoga ed alla meditazione. E seppur con alcuni cali fisiologici monentanei, vado ormai avanti con una certa costanza.

Faccio Yoga perché disciplina del fare, che con le sua asana ed i suoi mantra, più facilmente si confà a noi occidentali, la cui vita è basata sull’azione sia fisica che mentale. Anche nella meditazione infatti, lo Yoga Kundalini fornisce di solito vari punti di ancoraggio, come vibrare un mantra o tenere una postura, a volte anche in movimento. Questo aiuta chi non riesce a stare fermo a buttarsi in questa grande avventura che parte dalla scoperta di noi stessi e ci aiuta a trovare nuovi strumenti ed approcci per affrontare la quotidianità.
 
Pratico poi Vipassana, meditazione di tradizione buddhista Theravada principalmente. L'ho fatta per due anni in parallelo allo Yoga quasi (non ci prendiamo in giro, non sono una perfetta praticante) quotidinamente. Durante il periodo in cui mi sono formata come insegnante di Yoga Kundalini l'ho interrotta perché volevo fare un'esperienza più pulita possibile di quel mondo per caprine potenzialità e differenze.
 
Ne sono uscita con la convinzione che a livello fisico lo Yoga Kundalini sia molto benefico e che a livello mentale offra meditazioni "semplificate" (concetto non valido per tutti), ma non per questo meno efficaci (per precisione devo dire che anche le asana secondo me lavorano in questo senso). Per offrire una metafora immaginiamoci come pietre informi. Con lo Yoga si inizia a buttare via l'eccesso di materiale a dare una prima bozza. Mi piace pensare che poi pian piano si abandonano mantra e mudra e si arriva a definire una vera a propria statua con la meditazione di Visione Profonda (Vipassana appunto). Resta comunque il fatto che in entrambe si lavora per acuire la nostra consapevolezza.
 
Anche il sistema di filosofie e credenze che sottostanno alle due pratiche sono molto diverse. Alcuni  punti sono addirittura divergenti. Nello Yoga si cerca il ricongiungimento con l'Atman, la fusione della nostra anima con il Tutto. Al contrario la Vipassana porta, tra le altre cose, alla comprensione della Vacuità (Anatta in Pali), o non-sè.
 
Credo che sia un po' come dire che il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Con la differenza sostanziale che c'è chi ama credere che ci sia qualcosa di superiore, che esistano delle energie, come pure la stessa anima. Questo è quanto postulato dallo Yoga. Possiamo credere di farne esperienza talvolta nella vita, ma non potremo mai averne la certezza definitiva.

Il Buddhismo invece, andando alla radice degli insegnamenti del Buddha, rappresenta meglio (sempre a mio parere ovviamente) chi decide di non porsi queste domande proprio perché conducono ad un'indagine che non può avere risposte certe. Si coltiva la presenza mentale nel qui-ed-ora per affrontare le contingenze con compassione verso il prossimo, lucidità e serenità. Quella serenità che deriva dal non essere trascinati dagli eventi della vita, che non vuole dire esserne anestetizzati, tutt'altro vuol dire saper abbracciare e comprendere la realtà nella sua totalità.  
 
A tratti per mia indole mi sento più appartenente alla seconda fazione, ma non per questo voglio denigrare lo Yoga, che continuerò ad insegnare e praticare con grande passione. Dello Yoga amo l'energia che ti da e quella sensazione che il tuo sistema-corpo si integri sempre più con il sistema-mente. 
 
Dell'approccio buddhista amo invece la semplicità dei suoi insegnamenti. Spogliati della pretesa di voler spiegare come le energie sottili lavorino ed incidano in maniera così potente nella nostra vita, ci offre uno strumento laico e valido per tutti. Come pure mi piace l'ispirazione etica e morale che fornisce come guida nell'azione. L'uomo l'ha fatto divenire una religione con i suoi riti e le sue tradizioni  alla quale non sento però di appartenere.

lunedì 29 aprile 2013

Ti fa stare bene?


Vi voglio rendere partecipi di un paio di riflessioni scaturite dalla mia presenza come mentis al Teacher Training 1 del Centro Ram Dass di Viterbo.

Cose apparente semplici, eppure mi sono sembrate così geniali dal considerare: “perché non ci ho pensato prima?”.  (Metto in conto che potrei essere la sola a stare messa così male, mentre voi questa domanda ve la fate tutti i giorni. )

Parlando con l’insegnante, stavo scherzando su me, sui miei impegni, su come vivo (e come me credo migliaia di persone nel mondo). Lei, ascoltava, al suo solito, con interesse e pacatezza  al tempo stesso. Mi dice:  “Ti fa stare bene?”.

Questa sua domanda è stata in realtà per me una grande risposta. Direi la risposta alla maggior parte dei piccoli problemi della quotidianità.  Anche se apparentemente banale, non altrettanto facile né da attuare, né da porsi, quando invece dovrebbe risuonare quasi come un mantra nella nostra testa.

Ci sono di certo cose che dobbiamo fare quasi per forza, come ad esempio lavorare. Ma ci sono altrettante che invece si portano avanti per abitudine, per convenzione sociale, per bisogni ormai obsoleti. Eppure non ce ne rendiamo conto. Siamo sempre così distratti nei confronti di noi stessi. Insomma il nodo di tutto sta sempre nella consapevolezza. Che continua ad essere l’unica reale risposta per una vita serena.

Allo stesso tempo nella mia testa si è fatta avanti un’altra riflessione: sulla difficoltà che ho nel dire di “no” (e qua vi annoio in prima persona).  Pur avendo colto che nel “no” e nel togliere è la chiave di svolta, nella mia esperienza è ancora una visione, un miraggio non realizzabile se non in alcune piccole cose (e detto sempre a fatica, anche se la maggior parte delle volte lo sto dicendo solo a me stessa!).

L'insegnante ha parlato di yoga come ritorno alle origini, come semplificazione nella sua più ampia accezione. È davvero questo quello che ci dilania in questa Era dell’Acquario: la mancanza di semplicità che ha ormai invaso tutti i campi della nostra vita.

Eppure sarebbe così semplice...quasi come porsi la domanda "a te fa stare bene?".



lunedì 22 aprile 2013

Primi passi nel lavoro di risveglio del 4° e del 5°chakra.


Durante questo week end ho fatto la “mentis” ad uno dei seminari del Teacher Training 1" di Yoga Kundalini che si sta svolgendo al Centro Ram Dass di Viterbo. La mentis è una sorta di assistente tuttofare che si occupa del cibo, delle richieste improvvise. In generale quindi assicura che il corso si possa svolgere nella massima serenità.  

Così in linea di massima ho la possibilità di partecipare alla maggior parte delle lezioni, a meno che una tisana non finisca, o ci sia da preparare il riso per pranzo, o qualche piccola emergenza da risolvere. Insomma cose più che piacevoli. teacgì

Una mentis è una figura silenziosa che accoglie richieste altrui solo se arrivano e che non dice la sua opinione sugli argomenti del corso, né fa domande all’insegnante di turno. Insomma se le viene un dubbio, o se vorrebbe un approfondimento, o un chiarimento si da una risposta da sola. (E nel mio caso credo di essermi risposta bene nella maggior parte dei casi).

È proprio questo l’aspetto su cui mi interessa di più soffermarmi. Essere al servizio e mettersi da parte non vuol dire non essere parte attiva in una data situazione. Direi forse che invece accade il contrario. Mettersi in una posizione di ascolto e di apertura può dare davvero tanto, sia a chi ci sta intorno che a noi stessi.

Non è passività, tutt'altro è la scoperta di un mondo a me quasi sconosciuto. È l’inizio di un cammino che conduce all’apertura del cuore. (E ne ho tanta di strada da fare al riguardo, ma da qualche parte dovevo pur cominciare, no?)

In questo momento della mia vita per una serie di circostanze mi sono resa conto che il lavoro che ho svolto sino ad oggi mi ha portato fino al 3° chakra, all’ego. E un po’ di ego ci vuole nella vita soprattutto nell'età in cui si devono prendere decisioni importanti e gettare solide basi per un passaggio all'età adulta senza ritrovarsi a vivere una vita che non sentiamo la nostra. E guardate che non è facile.  

Sin dal primo seminario ho sentito che questo per me era il momento per cominciare a lavorare sull’ascolto e sull’apertura. Ed è questo lavoro che faccio durante il mio mentis, che voglio portare nella mia vita di tutti i giorni.

Restare in silenzio permette di osservare in maniera diversa le cose che ci circondano. Permette di entrare a contatto con le persone che hai intorno in maniera più viscerale. Osservandole le capisci molto di più che interagendoci, perché alla fine tutti noi un po’ indossiamo delle maschere nella vita. Ma lo sguardo, la postura ed il modo di gesticolare non mentono mai.

Al terzo chakra ci sono arrivata grazie allo yoga con le sue posture e le meditazioni, ma anche con le mie esperienze di vita. Ora mi sento pronta al passaggio al 4° ed al 5° chakra, al cuore ed alla comunicazione consapevole. 

Una grande sfida, ma la vita è bella anche per questo. Non so se ci arriverò (e tra l'altro non è yogico avere obiettivi). Se ci arriverò non saprò mai se sarà stato per vita vissuta, o per la Kundalini risvegliata che sale lungo il canale della spina dorsale. E non lo saprò mai! 

Come per la maggior parte della cose che succedono nella vita, tutto questo rimane perlopiù un mistero per noi umani: accadono cose inspiegabili da certi punti di vista, ma tangibili e chiare da altri. La mente vorrebbe dare una spiegazione a tutto, ma poi basta un solo attimo di contatto con la tua anima e puoi avere un intuizione. E se non hai paura, e se la segui, può cambiare la tua vita.

martedì 9 aprile 2013

Il giuramento dell'insegnante di Yoga Kundalini.


“Non sono un uomo
Non sono una donna
Non sono una persona
Non sono me stesso
Sono un insegnante”.

Nella mia esperienza quando insegno non sono Flavia, e neanche Kalyan. Potrei dire che sono una Kalyan investita da un qualcosa che va oltre la mia mente e la mia sfera fisica. Questo qualcosa mi fa diventare un mezzo che veicola un messaggio. Quel mezzo non è né la Flavia di tutti i giorni, né la Kalyan che fa un kryia o medita. È come se l’ego quasi scomparisse, e con lui anche la mente “soggettiva”, lasciando il posto a all'intuizione che mi dice cosa dire e cosa fare. 

Credo che il giuramento incarni davvero quello che poi “accade”. Credo anche che Yogi Bhajan sapeva bene che lo avremmo trovato perfetto. 

Non è molto che insegno, ma ho sentito in maniera molto forte questa cosa sin dalle primissime esperienze. La prima volta che ho guidato una sadhana al Teacher Training 1 (non era la prima volta che insegnavo, ma avevo già fatto qualche esperienza al centro che frequento grazie ai miei meravigliosi insegnanti), oltre alla profonda riconoscenza per aver potuto vivere quell'esperienza, ho sentito forte questo. 

L'agitazione iniziale è sparita come ho cominciato a pronunciare l'Adi Mantra. E' stato come se avessi percepito che non c'era posto per la mia mente, perché ero chiamata a fare qualcosa di molto più grande che stare dietro a sciocchi pensieri. Davanti a me una ventina di meravigliose anime aspettavano di essere guidate nella loro pratica di gruppo del mattino. Tutto è semplicemente successo e non sarebbe potuto andare diversamente.

Questa esperienza mi ha così toccato che ho capito che l'avrei ripetuta molte altre volte nella vita. L'ho sentita mia da subito. E quando insegno questo miracolo accade ogni volta ed è meraviglioso lasciare andare  la propria individualità, le proprie credenze e convinzioni ed abbandonarsi alla Catena d'Oro che ci guida e ci protegge come insegnanti. 



Guru Nanak


venerdì 11 gennaio 2013

Vendi il tuo passato e libera la tua mente!

Sabato 12 e domenica 13 gennaio mi troverete a fare il mercatino con un mio stand nell'ex tribunale a piazza Fontana Grande (Viterbo). Sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00 (domenica sino alle 20:00). Quindi siori e siore accorrete in tanti! 

Ebbene sì, dopo un pomeriggio passato a tentare di riassettare la mansarda, mi sono resa conto che tutta quella confusione, tutti quegli oggetti legati al mio passato, ad un diverso stile di vita (tenuti peraltro in maniera assai poco ordinata) mi offuscavano la mente. Fosse anche solo a livello inconscio.

In effetti quel poco di Feng Shui che avevo letto questa estate mi aveva fatto ragionare su alcuni principi semplici, ma per nulla scontati, che trovate nel mio vecchio post che recensiva il libro che li conteneva. Per farla breve, uno di questi era che nei nostri spazi vitali non ci dovremmo circondare di cose che ci rimandano a ciò che non siamo più, che non abbiamo portato a termine, e via di seguito.

Così mi sono ritrovata a prenotare questo stand per liberarmi di un sacco di cose inutilizzate, vuoi perché une certa moda è passata, vuoi perché qualcosa che ho comprato è stato messo una sola volta, ma anche perché la  40 non è più la mia taglia da un pezzo ormai (echissenefrega!).

La mia vita è cambiata, io sono cambiata e continuo ogni giorno a farlo, e tante cose non mi rappresentano più. Aggiungo anche per fortuna! Tacchi 12, minigonne, assurdità passate di moda. Via! Tutto via! Meglio avere meno cose, tenerle con maggior cura, ed avere una casa senza troppi oggetti in generale. Non voglio essere ipocrita: è ovvio che su questo dovrò molto, ma molto lavorare. Ma è possibile! Un primo passo consiste nel tentare di estirpare la nostra brutta abitudine del così detto acquisto d'impulso per esempio. 

Ragionare su queste cose è importante. Lo spazio e le cose che ci circondano influenzano la nostra mente a livello conscio ed inconscio. E la nostra mente-scimmia ha già i suo bel da fare anche senza darle ulteriore lavoro a nostra insaputa.

Ed ora via! Guardiamoci attorno, apriamo gli armadi, scendiamo nei garage, nelle soffitte e vediamo un po' cosa è veramente utile e cosa no. Sarete sorpresi di quanta roba vorrete liberarvi!


giovedì 10 gennaio 2013

Cambiamenti orari lezioni.

Per chi mi volesse conoscere e volesse fare lezione con me, vi aggiorno su alcuni cambiamenti.

Avendo un nutrito gruppo di persone che mi seguono a Bomarzo ho dovuto mollare l'esperienza al Centro Ram Dass. Quindi il mercoledì proseguono al Centro Ram Dass le lezioni delle 20.00, ma non sarò più io a condurle.

Purtroppo mi sono resa presto conto che mi ero presa troppi impegni sulla scia dell'entusiasmo dell'insegnamento e che qualcosa dovevo lasciare, avendo di base un lavoro a tempo pieno. Non potevo certo lasciare la pratica per l'insegnamento!

Quindi ricapitolando: mi trovate a Bomarzo all'Associazione Arte e Benessere, sita in Via del Piano 15, il giovedì dalle 18.15 alle 19.45, mentre a Bagnaia le lezioni procedono con i vecchi orari.


Qualcosa dovrà pur cambiare: libere riflessioni di Kalyan.

Mentre cercavo un libro da regalare (che non cito perché la persona a cui è destinato sarà probabilmente la prima che leggerà questo post), mi sono imbattuta in un libro. L'azzeccatissimo titolo è "Ufficio di scollocamento". Il titolo mi ha subito colpito e mi ha fatto ricordare che un'amica questa estate me lo aveva anche consigliato. In due click il libro mi è stato presto consegnato dal corriere a casa. Senza entrare troppo nel merito di ciò di cui parla, stamani approfitto del mio blog per sfogarmi con alcune riflessioni che ha prodotto dentro di me, perché a questo serve avere un blog. 

Leggendolo mi è sembrato che l'avessero scritto per me. Se Dio vuole in un momento in cui però tira una forte aria di cambiamento in tante sfere della mia vita (certo, per ora è solo aria).  Allo stesso tempo percepisco anche che qualcosa sta cambiando anche a livello collettivo. 

Siamo nell'Era dell'Acquario! Anche lo yoga sta uscendo dalla sua nicchia per diventare una realtà sempre più diffusa. La gente ne ha bisogno. Non prendiamoci in giro, il sistema in cui viviamo è al collasso. Io sono al collasso dopo solo 34 anni di vita in questo sistema...non oso immaginare chi è più vecchio di me, chi lavora molto di più, chi fa il pendolare, chi è precario, chi ha un mutuo da pagare (e qua potrei procedere all'infinito). 

Dobbiamo riappropriarci del contatto con quello che ci appartiene: noi stessi, la terra in cui viviamo. 40 ore dentro uffici asettici illuminati al neon per produrre solo scartoffie, (ormai neanche più quelle: produciamo file!), non possono essere il solo modo di portare il pane sulla tavola. Per non parlare di come ci siamo dimenticati che il lavoro in origine serviva a portare il pane in tavola, a garantirsi un tetto, ciò di cui coprirsi e qualche vizietto. 

Ormai siamo una massa di workaholic per avere una macchina più bella, per comprare il vino più buono, per avere il vestito di marca. Lavorare di più per avere più soldi da spendere. Ma lavorare meno e spendere meno no? Avere il tempo, il bene più prezioso che abbiamo e che stiamo buttando! Spesso poi lavoriamo di più per avere soldi per comprare cose che potremmo fare da soli. Pensiamo alla baby sitter, alla lavanderia, ai cibi precotti, insomma a tutto quello che ci rende così alienati.

Certo posso immaginare che non tutti sarebbero felici di potersi fare il pane in casa, ma quante madri e quanti padri ci sono che vorrebbero avere più tempo da passare con i propri figli? O che vorrebbero coltivare loro stessi i loro pomodori? Per non parlare di come ci avveleniamo a vicenda solo per guadagnare (pensate alla grande distribuzione) e di come stiamo prosciugando il pianeta (le guerre future saranno per il controllo dell'acqua?).

Mi interrompo bruscamente perché potrei andare avanti per ore ed ore e vi lascio così con questi spunti che  sembrano banali, ma non lo sono per niente. Siamo all'inizio del nuovo anno, momento di propositi e mi auguro che ognuno di voi faccia qualcosa in questa direzione. O almeno provi a ragionare su questo.

venerdì 30 novembre 2012

Il mio primo articolo!

Oggi è uscito sul Meltin Pot di Viterbo il mio articolo sullo Yoga Kundalini nella sezione Salute & Benessere. 

Il merito non è stato mio, ma di Bachan e Gurudass, fondatori del Centro Ram Dass, che hanno pensato di parlare della loro attività attraverso la mia storia. In queste righe racconto come lo Yoga Kundalini ha cambiato, e sta cambiando, la mia vita.



Dato che non mi pare che si legga bene nella foto, ve lo riporto per intero: 

Un mantra riecheggia nella stanza e volti sereni disposti in file si muovono al ritmo del respiro. Belli come delle statue indiane. E mentre guido come un direttore d’orchestra questo meraviglioso spettacolo di anime che vibrano all’unisono, mi torna in mente che solo ieri ero anche io dall’altra parte. 
Qualche anno fa passeggiando per Viterbo mi imbatto in un cartellone pubblicitario. “Kundalini Yoga: lo Yoga della consapevolezza” recita il manifesto e in men che non si dica mi ritrovo in un delizioso centro a Bagnaia a fare la mia lezione di prova.
Iniziamo con un incomprensibile mantra. A seguire un breve riscaldamento atto a risvegliare la nostra spina dorsale. Perché pare che la nostra giovinezza si possa misurare dalla flessibilità della nostra schiena. Poi comincia una sequenza di posture abbinate al respiro. Ogni volta si lavora su qualche elemento specifico che può essere il sistema immunitario, uno o più Chakra (centri energetici), la gestione di emozioni come la rabbia, il sistema nervoso, l’eliminazione delle tossine, ecc.
Dopo un rilassamento profondo, si passa ad una breve meditazione. Non avevo mai meditato in vita mia. Ed è difficile! Nonostante sono impegnata a cantare un mantra e a tenere una particolare postura, la mia mente è immersa in pensieri che si susseguono senza sosta e senza una logica vera e propria. Non avevo fatto mai caso a quanto potesse essere indisciplinata!
Tiro un primo bilancio della situazione: alcune posture sono dure, altre più rilassanti, e tutto è sempre associato al respiro che a volte si fa vigoroso, a volte lento e profondo. Sembra che lo scopo ultimo sia il risveglio della Kundalini, un’energia vitale presente in tutti noi, che giace dormiente alla base della nostra spina dorsale. Una volta destata porta consapevolezza nella nostra vita.
Teoria a parte, l’impatto è forte. Qualcosa dentro di me si è mosso. E si è mosso in maniera potente e vigorosa. Lo Yoga Kundalini ti travolge. È come una forza che cresce dentro la tua pancia e ti rende invincibile. È un incredibile strumento di conoscenza e di autoguarigione che ti permette di entrare in contatto con la tua vera identità dandoti la forza di trovare la tua strada in questa vita.
I cambiamenti cominciano ad arrivare dalla prima lezione. Respirare consapevolmente è meraviglioso! Come pure regalarsi la possibilità di stare per un'ora e mezza con gli occhi chiusi in ascolto del corpo e della mente. Ai giorni nostri, con lo stile di vita che abbiamo, quello che ci da lo Yoga è davvero un bene preziosissimo. Il nostro sistema nervoso ne trae benefici inimmaginabili e ci si ritrova, un piccolo passo dopo l’altro, ad essere più resistenti allo stress ed alle arrabbiature, più sereni, più aperti verso il prossimo ed anche più belli! Perché la bellezza è uno stato mentale che non si può ottenere con creme e dieta. La vera bellezza viene da dentro e risplende nella tua aura. 
E così dopo alcuni anni di pratica ho deciso di regalarmi il corso per diventare anche io insegnante di Yoga ed il mio percorso si è così arricchito di tante nuove esperienze e studio, e soprattutto mi ha fatto entrare in contatto con delle bellissime anime.  
Da quest’anno i miei insegnanti Bachan e Gurudass, fondatori del Centro, mi hanno dato la possibilità di tenere una lezione a settimana. E così muovo i primi passi nell'insegnamento dello Yoga Kundalini. Da qualche mese ho cominciato a tenere un blog dove annoto esperienze e pensieri sul (mio) mondo dello Yoga e non solo. Se volete andare a sbirciare l’indirizzo è kalyanlovesyoga.blogspot.com.
Dulcis in fundo mi presento. Il mio nome spirituale è Kalyan Kaur e vi aspetto al Centro Ram Dass di Bagnaia (Viterbo).

martedì 27 novembre 2012

Il massaggio ayurveda.


È un periodo di grande fermento per me. Ho novità in tanti (tutti!) i campi della mia vita e questo è meraviglioso, ma al tempo stesso richiede anche tanta energia, determinazione e stabilità mentale ed emotiva.  

Le mie nuove esperienze di insegnamento nello Yoga, i progetti di vita che forse non rimarranno tanto a lungo solo “progetti”, il Teacher Training 1 di Kundalini che si è concluso questo week-end…insomma ne ho per tutti i gusti! E per resistere a tutto questo rimanendo centrata mi affido come al solito allo Yoga, alla meditazione e da poco ho introdotto anche dei massaggi ayurvedici.

Il massaggio ayurvedico non ha finalità semplicemente estetiche o di rilassamento. La parola stessa deriva da ayur, durata della vita o longevità e veda conoscenza rivelata. È  un sistema medico molto complesso, ancora oggi utilizzato in India, che permette di migliorare la propria salute e rispettare il proprio corpo.

Personalmente lo vivo come una forma di meditazione in cui l’attenzione è tutta rivolta all’ascolto del corpo, delle sensazioni e delle sue risposte. Focalizzare sul contatto ed il profumo degli oli essenziali caldi utilizzati e delle mani esperte della massaggiatrice è un’esperienza sensoriale a 360°. Il massaggio è lungo e profondo e dura circa un’ora e mezza. Viene trattato tutto il corpo. Un ottimo regalo da concederci, perché ci permette un contatto profondo con noi stessi, con la nostra fisicità.  

Lei è Hari Karam, insegnante di Yoga Kundalini, formata nel campo dell’ayurveda con vari corsi in India ed in Italia. Nel suo tocco c’è amorevolezza, ma anche energia e determinazione. La sua presenza è costante e ci avvolge nella sua aura donando un senso di benessere e protezione. Si percepisce di come si avvalga del respiro per incanalare le sue energie nei nostri confronti.  

Si può prenotare un massaggio anche in casa propria. Se la volete contattare il suo numero è: 349 72 08 889. 


lunedì 29 ottobre 2012

Stay tuned on kalyanlovesyoga.blogspot.com

Eccomi qua, senza starvi a spiegare nel dettaglio vi dico solo che da oggi si torna alla normalità. Aggiungendo che la si apprezza davvero tanto dopo un periodo un po' stressante. (E sapendo anche che purtroppo la mente ne sarà di nuovo presto stufa). 

Però c'è di buono che ho un po' di novità da raccontarvi, prima tra tutte che sono stata relatrice in un convegno sul benessere al Pianeta Benessere lo scorso 21 ottobre, con l'arduo compito di parlare di Yoga. L'interesse suscitato tra gli spettatori è stato di gran lunga superiore alle aspettative. Devo concedermi che un po' è stato merito mio, in quanto mi sono permessa di punzecchiarli e farli un po' ragionare sulla nostra condizione di esseri umani in questa era.

E visto che da cosa nasce cosa, questo pomeriggio alle ore 18.00 sarò ospite presso l'associazione Arte e Benessere di Bomarzo per presentare l'apertura di un nuovo corso di Kundalini Yoga.

Vi aspetto :)




venerdì 5 ottobre 2012

Meditiamo insieme.

Non ci prendiamo in giro: portare avanti la pratica individuale è difficile e necessita di una ferrea disciplina sostenuta da una "retta motivazione", per dirlo alla buddhista. E sappiamo anche bene che l'una necessita dell'altra. Se la disciplina non è sostenuta da una corretta motivazione, vanificheremmo gran parte dei risultati. Anche parlare di risultati è scorretto: non si  medita per un fine. Ma ahimè, per noi poveri esseri umani (non risvegliati e soprattutto molto occidentali) non avere un fine, equivarrebbe ad essere già due metri sotto terra. 

Da queste considerazioni nasce l'idea di riunirsi per praticare  delle sedute di meditazione  da 62 minuti nel centro dove faccio Yoga. Grazie al sostegno del gruppo potremmo tutti beneficiare dell'esperienza di una meditazione più lunga che probabilmente a casa da soli non avremmo fatto perché la nostra mente avrebbe trovato mille giustificazioni ed avremmo finito per darle retta. Come spesso accade. :)  

Un'esperienza analoga l'avevo fatto qualche anno fa al piccolo tempio Buddhista di Viterbo gestito da una comunità srilankese. Ci siamo riuniti per diversi mesi per praticare la meditazione Vipassana in sedute da 2 ore, alternando la meditazione seduta a quella camminata. Unire una giornata di pratica intensiva settimanale alla pratica quotidiana da innumerevoli benefici che chi medita potrà facilmente immaginare.

Oggi, venerdì 5 ottobre, cominceremo il primo di una serie di incontri di meditazione alle ore 15.00 presso il Centro Ram Dass,  di Bagnaia, che attualmente mi ospita anche come insegnante di Kundalini Yoga il mercoledì alle 20.00. L'ingresso è libero e gratuito, o si può scegliere di lasciare un'offerta. Assieme decideremo con che cadenza incontrarci, spero almeno quindicinale. Faremo delle meditazioni secondo gli  insegnamenti del Kundalini Yoga così come insegnato da Yogi Bahajan.

(E magari proveremo anche la Vipassana una volta se ne avrete voglia).



martedì 11 settembre 2012

Al via gli incontri nel nostro "Salotto di Meditazione".

Alle 20:00 io ed Amelia eravamo già là. Abbiamo dato una mano a sistemare sedie e tappetini (Amelia più che altro ci si è seduta sopra) e siamo rimasti tutti in trepidante attesa. Perché per organizzare questo tipo di iniziative ci vuole un po' di coraggio. E Bachan, insegnante di Yoga Kundalini, nonché presidente dell'Associazione del Centro Ram Dass di Viterbo, ne ha da vendere!

Anche questa volta la nostra città ci ha piacevolmente stupite. In tanti sono accorsi all'iniziativa e la Libreria del Teatro è diventata un vero e proprio salotto in cui ci siamo confrontati sul tema della meditazione. Discutendo e provandone piccoli assaggi, abbiamo condiviso le nostre esperienze ed è stato bello sentire le parole sia di chi pratica che di chi è alla prime armi, o addirittura non aveva mai provato a chiudere gli occhi e restare in ascolto del presente. 



Abbiamo tentato un primo confronto tra vari tipi di meditazione, sfruttando i presenti all'incontro. Abbiamo così accennato alle meditazioni che si fanno nello Yoga Kundalini, le meditazioni di Osho, ed anche la Vipassana, la meditazione insegnata dal Buddha. Su quest'ultima ho fatto personalmente un piccolo intervento, ma spero che avrò modo di approfondirne qualche concetto in maniera più completa durante il 3° incontro, quello di venerdì 21 settembre. 

Approfitto quindi per ringraziarvi della vostra magnifica presenza e per ricordarvi che i prossimi appuntamenti saranno:

  • domenica 16 settembre alle ore 21:00;
  • venerdì 21 settembre alle ore 21:00;
  • domenica 30 settembre alle ore 21:00.


giovedì 6 settembre 2012

Kundalini Yoga a Viterbo.

Sono finalmente lieta di presentarvi il nuovo "biglietto da visita" del Centro Ram Dass di Viterbo, dove proseguirà la mia esperienza di insegnamento per quest'anno. Ebbene sì (lo dico solo a voi in anteprima) pare che il mercoledì dalle 20:00 alle 21:30 si farà Kundalini con Kalyan! 

Proprio ieri ci siamo riuniti davanti ad un'ottima pizza per discutere orari e modalità (a pancia piena parlano meglio anche gli yogi) e devo dire che quest'anno ci sarà grande fermento al centro ed un sacco di nuovi orari per poter fare Kundalini Yoga. E ci saranno anche lezioni di Yoga in gravidanza e Baby Yoga (per neo mamme con bambini fino a 2 anni circa).

Devo ammettere che questo mi riempe di gioia e che sono certa che sarà un'esperienza di crescita senza eguali. Mi impegnerò al massimo delle mie possibilità per veicolare gli insegnamenti che ci ha lasciato Yogi Bhajan, continuando soprattutto a farne esperienza sul mio corpo con tanta pratica, ma anche attraverso lo studio ed il confronto.  

Per ora vi lascio qua sotto i contatti per avere tutte le informazioni necessarie e vi preannuncio che sabato 15 settembre ai Giardini di Ararat ci sarà la presentazione dei nuovi corsi.

fonte: www.ramdass.it

mercoledì 5 settembre 2012

Salotto di meditazione.

A partire da lunedì 10 settembre cominceranno una serie di appuntamenti, felicemente battezzati "Salotto di meditazione", alla Libreria del Teatro, sita in Piazza del Teatro a Viterbo. 

L'idea, promossa dal Centro Ram Dass, è quella di farsi una bella chiaccherata sul tema della meditazione e, perché no, provare anche a sperimentare varie tecniche. Parteciperanno alle discussioni persone legate a vari tipi di tradizioni di meditazione che porteranno la loro esperienza nel campo e ci permetteranno anche di provarne un assaggio. 

Vi elenco tutti gli appuntamenti:
  • lunedì 10 settembre ore 21:00
  • domenica 16 settembre ore 21:00
  • venerdì 21 settembre ore 21:00
  • domenica 30 settembre ore 21:00.




venerdì 31 agosto 2012

Due righe su "Il nobile ottuplice sentiero. L'essenza dell'insegnamento del Buddha" di Bikkhu Bodhi.

Vi segnalo un post con la recensione di un libro sull'insegnamento buddhista che ho letto anch'io questo inverno. Il post è tratto dal blog di uno scrittore emergente che seguo (che per dovere di cronaca è mio fratello, ma ciò non ne toglie assolutamente il valore) ed essendo l'argomento molto attinente con il mio blog, vi consiglio di leggervelo.


Se la recensione vi ha convinto e magari di pensare anche a fare questo piccolo investimento, il libro in questione è per l'appunto "Il nobile ottuplice sentiero" di Bikkhu Bodhi. Io l'avevo comprato qua





giovedì 30 agosto 2012

Dell'amore (che presunzione).

Oggi voglio parlarvi di un sentimento davvero sopravvalutato ai giorni nostri: l'amore. Dico sopravvaluto perché se ne parla tanto e tutto ció che ci circonda ne é farcito alla nausea.

Ormai è diventato anche la bandiera della nostro sistema economico e non c'è prodotto che non punti la sua strategia di marketing su questo. Che sia l'amore tra due individui, come quello per la famiglia o quello per la terra, abbiamo sempre tanto amore intorno. Roba da diabete.

Ci ricordiamo davvero cosa vuol dire amare? Riusciamo a scindere quel sentimento da cardiopalma che da dipendenza e che siamo abituati fin da piccoli a vedere nei film, dal vero amore, quello incondizionato?  A nome dei più oserei dire di no.

In una società dove tutto è regolato dal principio del possesso e dal consumo sfrenato, anche fare un figlio è diventato un atto di egoismo. Li reputiamo "nostri". Come può appartenere a qualcuno un'anima? Certo, in una società dove si può venire picchiati a morte da 3 ragazzi sconosciuti solo perché ci si è rifiutati di dargli i soldi che chiedevano, come si fa a non desiderare che siano tali? Peggio ancora quando ci si proietta sopra quello che non siamo riusciti a concludere nella nostra vita. 

E della coppia? Ne vogliamo parlare? Io mi sento di dire che oggi l'amore non è compreso. Ci si attacca morbosamente al partner, ci si aspetta che cambi. Si cerca la perfezione assoluta, quella in cui interessi e sesso vanno a gonfie vele, e per tutta la vita ci si bacia come adolescenti alla scoperta del primo amplesso. Sveglia. L'amore non è come ce lo mostrano nei film.

La coppia è dedizione, è lavoro su se stessi. La coppia ti sfida, ti fa crescere. Ma quanti di noi si impelagano in rapporti senza prima aver trovato loro stessi? Non si può desiderare che una persona cammini nel nostro sentiero della vita. Si nasce soli e si muore da soli. Si può però cercare di trovare qualcuno il cui sentiero corra parallelo al nostro. Che non lo intersechi mai se non per brevi distanze. E fino a che le strade correranno parallele si farà un pezzo di cammino insieme. 



P.S. sfogo personalissimo e assolutamente non esaustivo su quello che a quasi 34 anni credo di aver compreso sull'amore. 
P.P.S. purtroppo è ancora tutto da mettere in pratica. Sicuramente un giorno rileggendolo (sor)riderò di me :)

giovedì 23 agosto 2012

Voglio vivere di più.

L'estate, con le sue assolate giornate passate ad oziare sotto l'ombrellone, è sicuramente il periodo in cui leggo di più. Oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha consigliato una carissima amica, in quanto a detta sua la protagonista l’ha fatta pensare proprio a me.


In effetti la prima cosa che ho pensato leggendo le due righe introduttive che si trovano nella copertina è stata: "Una cosa del genere la scriverò io prima o poi!". E così mi sono buttata a capofitto nella lettura di questo libro che racconta alcune delle esperienze che la scrittrice fa nel campo dell'arduo lavoro su sé stessi che una persona può decidere di intraprendere nella vita.

Nell'ordine, la Losada racconta della sua esperienza con:
-         il Feng Shui;
-         Anthony Robbins, un coach di quello che in italiano viene chiamato "Sviluppo Personale" (la traduzione in italiano gli fa perdere molto della sua carica di significato);
-         il ritiro di 10 giorni di meditazione Vipassana;
-         gli incontri con un Guru del filone dell'Advaita Vedanta (la Via della Pura Idea);
-         una curiosa esperienza tra sciamani ed allucinogeni in un villaggio disperso nella giungla del Perù.

Dopo aver letto del primo argomento devo ammettere che ho subito comprato un libro sul Feng Shui che lei stessa consiglia. Mi sono subito sentita presa in causa perché sto troppo poco in casa ed attribuisco questo problema anche al fatto che forse per alcuni versi non è un ambiente sufficientemente equilibrato e rilassante per me. Infatti al di là delle teorie sulla disposizione delle cose sulla base degli elementi (terra-aria-acqua-fuoco-etere), il Feng Shui propone anche molte soluzioni utili, razionali e soprattutto fattibili che potrebbero sembrare scontate, ma non lo sono assolutamente.

Il capitolo su Anthony Robbins mi ha incuriosito perché avevo letto da poco un libro sulla legge di attrazione (per una serie di congiunzioni astrali), che lungi dall’essere una verità assoluta, racchiude comunque in sé un punto di vista che non trovo pienamente sbagliato. Per sintetizzare la tesi che si sostiene è quella che è il nostro stesso pensiero a creare la realtà che ci circonda e le cose che ci accadono. Utile spunto per vivere con un sano ottimismo e avere il coraggio di mettersi in gioco nella vita. Partecipare ad uno di questi “raduni” allo stesso tempo è comunque una grande “americanata” ed una cosa di cui personalmente adesso non sento davvero il bisogno.

È sul racconto del ritiro di meditazione Vipassana che la Losada mi stupisce. Direi proprio che non avevo immaginato di trovarci il diario di questa esperienza. Al di là del fatto che l’argomento viene volutamente trattato con ironia, l’autrice lì per lì non pare comprendere appieno a cosa serve la meditazione Vipassana. Però a quanto pare riesce a resistere per 10 giorni ad 11 ore di meditazione quotidiana, al voto del silenzio ed al distacco da cellulare e qualsiasi altra forma comunicazione con l’esterno. Inutile dire che prima o poi lo farò. Personalmente è una carta che mi tengo per un momento futuro di crisi, dato che ora sto portando a termine il Teacher Training 1 di Kundalini.
 .
Il capito su Mooji, il Guru dell’Advaita Vedanta è stato come una boccata di aria fresca. Emerge forte dal ritiro di Vipassana in poi, la consapevolezza di una sorta di dialogo interno tra diversi livelli di coscienza. Possiamo chiamarli sé superficiale e sé profondo se vogliamo. Fatto sta che l’apprendere la capacità di osservare la propria mente è una primo passo verso una comprensione più profonda della nostra vera essenza spirituale. La Via della Pura Idea si basa proprio sulla consapevolezza che può nascere ponendosi alcuni quesiti che favoriscono il risveglio. Capitolo non facile da spiegare in due parole, quindi, se l’idea di comprare questo libro vi sta balenando in testa, vi consiglio di leggervelo!

Il libro si conclude con il racconto dell’esperienza del viaggio sciamanico con l’ayahuasca, un allucinogeno naturale, nella foresta amazzonica. Pare che, se non si abbiano sintomi indesiderati (nei quali purtroppo incappa la Losada), l'ayahuasca possa essere consierato un vero e proprio viaggio all’interno di sé stessi per mezzo di visioni che la sostanza procura. Beh, non starò di certo a raccomandarvi di prendere un allucinogeno naturale, ma vi lascio fare in merito le vostre personalissime considerazioni.

E con questo, e l’ammissione di essere tornata l’anno successivo al ritiro di Vipassana nonostante le resistenza della sua mente,  il libro si conclude. Una lettura piacevole e frizzante come una commediola al cinema. Un libro che tratta temi profondi con estrema leggerezza e simpatia. Per non prendersi mai troppo sul serio.


  

P.S. Se vi state domandando se mi abbia pagato nessuno per questo post, la risposta è ovviamente NO! Semplicemente credo che qualcuna delle persone che mi seguono lo troverà una simpatica lettura. Spero di non avervi annoiato. J






mercoledì 8 agosto 2012

Agosto mente mia non ti conosco!

Ebbene sì, anche quest'anno l'estate mi ha trascinato via con sé. Dapprima un po' timidamente, grazie anche al fatto che mi sono aiutata nel non mollare la pratica grazie alla magica possibilità di insegnare che il centro dove faccio yoga mi ha dato.

Ma luglio è finito e si è portato via la mia pratica quotidiana. Dapprima ridotta. Poi a giorni alterni. E così in un attimo la mente ha sopraffatto cuore e convinzioni ed ha ripreso pieno possesso della situazione.

Beh devo ammettere che anche lo scorso anno andò precisamente nello stesso modo. Ma evidentemente neanche questa consapevolezza è riuscita a fermare la scimmia che alberga nella mia mente. E che giustamente vuole andare in ferie.

Eppure ero convinta di avere interiorizzato alcune "cosette". A quanto pare (non faccio nomi tranquilli!) anche alcuni colleghi che stanno facendo il Teacher Training 1 con me si sono un  po' arenati. Ma come proprio questa volta che ci avevano assegnato la possibilità di portare avanti una meditazione per 90 giorni!

Ma la sera si esce di più, la domenica si va al mare. Perché in inverno non siamo sempre super impegnati lo stesso? Eppure c'è stato un momento in cui la sveglia mi faceva letteralmente saltare giù dal letto per fare un kriya, leggere il Japji, o anche semplicemente fare la meditazione da 11 minuti.

Ormai sarà un pezzo che vi chiedete dove voglia arrivare. In realtà oltre a condividere come mi sento, cerco di darmi una motivazione a riprendere quanto prima. Non importa quanto sia stata ferma. L'importante  è che anche quando si mette in discussione tutto, ci sia poi una voce che arriva da dentro che ti dice che devi avere fiducia e che devi andare avanti.

Lavorare su sé stessi è il compito più arduo che si possa decidere di compiere nella vita. Più di qualsiasi avventura o epopea. Nel silenzio della meditazione scopri di avere due grandi problemi. Il primo è che hai una mente che ti rende schiavo di te stesso, intrappolandoti in una rete che non segue un filo logico. Ed il secondo, solo all'apparenza più banale, è che non ti eri mai reso conto di cosa vuol dire essere consapevoli di avere un dito mignolo nel piede destro.


giovedì 2 agosto 2012

A piedi nudi sulla terra: un libro da leggere tutto d'un fiato.

Mi trovavo a Capalbio senza nulla da leggere e così al volo sono entrata in libreria ed ho preso uno dei tanti libri che ho nella mia lista immaginaria. Non volevo il classico libro di approfondimento sullo yoga o la meditazione, ma un vero e proprio romanzo. E così sono uscita felicemente con il libro di Folco Terzani in mano.

Non avevo grandi aspettative a dire il vero. Credo che vivere il ruolo di figlio del grande Tiziano sia a dir poco scomodo sotto certi punti di vista. Ed infatti Folco non ci pensa neanche a scimmiottare il padre, ma realizza ciò che gli riesce meglio: un documentario. Questa volta in parole.

E così dopo il preludio della breve esperienza da sadhu dello stesso Folco, comincia la meravigliosa storia di Cesare, italianissimo hippie che ad un certo punto della sua sua folle vita sceglie di lasciare tutto e diventare un "Baba", un sannyasin, un rinunciatario.

Ciò che appare impensabile ai nostri occhi, in realtà è pratica ad oggi ancora diffusa in India. Ci si spoglia di ogni bene materiale: niente soldi, niente casa, niente relazioni sentimentali niente abiti. Vivendo lo stesso amore con la consapevolezza che anche le relazioni sentimentali sono una costruzione sociale ed una forma di attaccamento che va abbandonato. Per entrare in comunione con la Coscienza Universale basta una coperta per coprirsi e si vive alla giornata.

Baba Cesare racconta come ha vissuto con quello che Dio gli ha donato. Quasi fosse entrato in una sorta di comunione mistica con la realtà che lo circonda senza in alcun modo appartenergli, egli vive in uno stato di grazia in cui le cose arrivano.

E così la sua vita si dispiega nelle pagine del libro, offrendoci una chiave di lettura di questa nostra incarnazione totalmente opposta al nostro modo di vivere. La nostra società che millanta di essere fondata sulla libertà ci ha reso schiavi. Schiavi delle convenzioni, schiavi del capitalismo, schiavi del nichilismo dilagante e della mancanza di qualsiasi forma di devozione. Una società fondata sul più grande errore concettuale mai commesso dall'uomo: credere che la libertà nasca dall'esaltazione e l'esasperazione dell'ego. Eppure i saggi indiani già 7.000 anni prima di Cristo avevano scoperto il contrario.

Baba Cesare ha scelto di vivere. Ha scelto di non passare la sua esistenza seguendo un modello imposto che non ti aiuta a coltivare la tua presenza mentale. E come potresti se dentro di te c'è una voce che ti dice continuamente di fuggire?

E Baba Cesare va. Libero dalla società. Libero dai ogni forma di attaccamento.

Libero.


venerdì 27 luglio 2012

Una prima esperienza di insegnamento.


Agosto è alle porte e questo ultimo mese di lavoro è stato molto impegnativo, perché oltre alle scadenze annuali tipiche del mio ufficio, ho fatto uno “stage” al Centro Ram Dass. Potrei dire uno stage senza tutor. Ho infatti avuto il compito di tenere aperto il centro dove normalmente faccio Yoga con due lezioni settimanali.

Stare dall’altra parte della sala, vicino alla foto di Yogi Bhajan, è stata un’esperienza che mi ha molto arricchito. Una grande verità che ho compreso è che non ti trovi davanti semplicemente delle persone, ma puri aggregati di energia. Conducendo i Kriya dovevo guidare, contenere e gestire qualcosa di impalpabile, ma davvero potente.

Questa verità sovverte il mio miope modo di vedere il prossimo. Andando in giro per le strade ho sempre visto degli individui. Ho cercato il loro sguardo o il loro sorriso, ma non mi sono mai soffermata sul loro essere "esseri luminosi". Ora che ho cominciato a percepirlo, mi auguro che niente potrà rimanere come prima.

Ho visto nei loro volti a volte rilassatezza, a volte fastidio. Ma anche fatica, sonnolenza e, certo, anche benessere! Ed ho riconosciuto in quei volti l’umanità intera. Persi dentro Maya, cerchiamo disperatamente un contatto con il nostro sé profondo: il nostro sé spirituale. E per me sarà un impegno e un onore guidare le anime che mi troverò davanti.

Guidando loro, ho guidato me stessa in un altro stato di coscienza. L’insegnante non fa il kriya, ma ne fa solo una dimostrazione per i discenti, eppure gestire quello spazio sacro mi ha ha dato un primo assaggio di cosa sia la Bhakti (la devozione), un concetto che non avevo mai esperito sulla mia pelle.

Si può arrivare in un centro Yoga per tanti motivi. C’è chi lo fa per curiosità, chi per piccoli problemi di salute, chi per ansia o depressione. Ma già dal primo Ong Namo, per quanto possa sembrare folle, ci si rende conto della sacralità di questa antica disciplina nata ben oltre 5.000 anni fa. Indipendentemente dal tipo che si sceglie di praticare, ci si ritrova ben presto a muovere i primi passi su un sentiero inesplorato: un vero e proprio cammino spirituale. Un cammino che ci porterà nel corso delle vite ad una ricongiunzione il nostro vero Io. Le barriere dell’ego cadranno e saremo Pura Energia che vibra nell’Universo.