giovedì 1 marzo 2012

La Sadhana della scimmia.

La Sadhana è la pratica del mattino  e può essere svolta sia in gruppo che individualmente. Ognuno può crearsene una, sia come tempi che come tipologia di esercizi e meditazioni.

Personalmente per  ora ho scelto quello che ci è stato consigliato al Teacher Training 1, che consiste in un lavoro sul bilanciamento dei tattva, i cinque elementi che costituiscono il corpo. Questi a loro volta corrispondono ai primi cinque chakra, quelli che vanno dal chakra della radice al chakra della gola. 

Senza dilungarmi in questa sede nella spiegazione dell'argomento, apparirà lo stesso chiara l'ambizione di questo lavoro! Avere i primi cinque centri energetici ben bilanciati ed aperti permette di  essere umani al massimo delle nostre potenzialità, non solo nelle nostre funzioni più corporee, ma anche in quelle inerenti il cuore e la comunicazione.    

Al di là degli specifici benefici benefici del kryia in questione, quello che volevo sottolineare è il cambiamento che la Sadhana comporta nella vita. Prendersi un impegno costante, ogni mattina, con il sacrificio di alzarsi prima, è un qualcosa che da via ad un reale processo di trasformazione. 

Siamo noi che decidiamo di cambiare,  nessuno ci obbliga! Tante volte il nostro insegnante ci ha detto: "puoi farlo per quaranta giorni...", ma la nostra mente avrà fatto finta di non aver sentito. Tante volte ci siamo detti: "sarebbe ora che cominciassi ad impegnarmi quotidianamente in questa pratica!". Ed invece niente. 

Lo sappiamo che manchiamo di coerenza. Ne siamo perfettamente coscienti eppure la nostra mente trova sempre un modo per giustificarsi e noi le diamo ascolto. Ma è là che occorre  intervenire! Non la devi ascoltare la tua mente-scimmia, la tua mente superficiale! Segui il tuo centro più profondo che ti indica la via e prova a percorrerla. Ci sono giorni in cui ti sembra tutto inutile, ti sembra di non fare neanche un passo avanti. Poi qualcosa accade: fai un piccolo salto di consapevolezza. Ed è là che trovi la conferma per andare avanti. 

Nessuno ci regala niente in questa vita (e neanche nella prossima!) e siamo gli unici artefici del nostro destino ("destino": che parola stupida!). Possiamo scegliere una direzione in cui incanalare le nostre energie: magari  abbandonandoci ad una pratica millenaria che niente ha a che vedere con tutto ciò che abbiamo creduto possibile fin'ora.



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